Val d’Aosta, La Montagna Nel Cuore e Negli Occhi

Daniela Delli

Circa tre settimane fa mi è venuta la fregola di andare in montagna.

“Voglio andare in montagna”

Lo dicevo al mio fidanzato, lo raccontavo ai miei amici, lo scrivevo sui Social, lo ripetevo al telefono con mammà.

Con Facebook e Instagram saturi di foto con oceani cristallini e spiagge intonse mi è come venuto il mal di mare.

Premessa: di montagna non so assolutamente nulla.

Cogne - Val d'Aosta

Cogne – Val d’Aosta

A parte qualche passeggiata sulle montagne bergamasche trascinata da mio padre e una gita sul Gran Sasso quando avevo 10 anni, altre esperienze rilevanti non ne ho avute.

Intanto i giorni passavano e il richiamo della montagna non si placava.

In una Milano con 40 gradi all’ombra, mi sono ritrovata a canticchiare “là sui monti con Annette, dove il cielo è sempre blu..” mentre terminavo un lavoro posizionata strategicamente sotto il bocchettone dell’aria condizionata. E non ce l’ho più fatta.

Nel giro di un paio d’ore ho programmato la mia fuga in Val d’Aosta.

Cogne - Val d'Aosta

Maison du Fromage – Cogne

Non sono mai stata in Val d’Aosta, ma il fatto che è qui che sorge il Monte Bianco e che una mia ex collega ci andava ogni estate in vacanza mi ha fatto optare per questa regione.

Le relative foto trovate su Google Images che proponevano paesaggi degni della trilogia del Signore degli Anelli hanno fatto il resto.

Colle di Chamolé - Pila

Colle di Chamolé – Pila

E così per qualche giorno mi sono messa sulle tracce di Sem e Frodo, (ri)scoprendo luoghi che non pensavo potessero esistere a poche ore di macchina da Milano.

Basandomi esclusivamente sull’istinto e guidata dal potere delle immagini ho deciso di iniziare da una località tanto incantevole quanto famigerata: Cogne.

Lago Chamolé - Pila

Lago Chamolé – Pila

Tutto avrei pensato tranne di poter definire questo sperduto paesello valdostano così caro a Bruno Vespa come INCANTEVOLE.

Casette di legno con fiori sui balconi, sentieri ciottolati con indicazioni in francese, montagne cariche di un verde brillante che quasi ti abbaglia. E poi gli steccati fatti coi tronchi d’albero, io che cammino accanto a ruscelli che scorrono pigri seguendo i miei passi, le cascate di Lillaz, ché nonostante l’acqua gelida la gente ci si tuffa comunque.

Cogne è bella, quasi perfetta direi. Si fa lo struscio in paese, gli abitanti guidano perlopiù SUV da 70 mila euro e c’è persino un ristorante stellato.

Ma io ero alla ricerca di una montagna più vera.

Sapete no? 

Una montagna rude, fatta di mestolate di polenta concia e di gente che va in giro col pile anche a Ferragosto.

Polenta e Spezzatino

Polenta e Spezzatino

Per questo mi sono spinta in macchina su fino a 2mila metri e, dopo una serie di curve infinite e un calo termico di 10 gradi, sono approdata a Pila, una minuscola località circondata da montagne innevate anche il 27 Agosto.

Pila si trova letteralmente affossata in una conca e per questo si ha l’impressione di trovarsi all’interno di una cinta muraria fatta di nuvole e cime bianche come il cotone.

Lago Chamolé - Pila

Lago Chamolé – Pila

D’inverno è il regno degli sciatori, mentre d’estate si trasforma nel paradiso degli scalatori di montagna, perfetto anche per le schiappe come me che alla prima salita vanno in iperventilazione.

Con la sola forza delle mie gambe mi sono spinta fino a 2.700 metri di altezza, ma si può anche arrivare mille metri più su.

E’ sorprendente come la bellezza pacifica che mi ha circondata in quei giorni mi ha portata a macinare chilometri e chilometri di sentieri sterrati senza quasi accorgermene.

Cogne - Val d'Aosta

Cogne – Val d’Aosta

Boschi fitti come quelli delle favole, alpeggi sperduti con luci alle finestre, muri di roccia a picco sul nulla, laghi di montagna blu come il mare della Grecia.

Bere direttamente dalla fonte, ingozzarsi di lasagne valdostane, riscaldarsi la sera col vin brulé.

Chiudere gli occhi alle 11 e dormire sonni profondi dimenticandosi di tutto.

Lasagne Valdostane

Lasagne Valdostane

Puntare la sveglia, alzarsi di buon’ora e non vedere l’ora di scalare una nuova montagna, ma prima un caffè caldo e le crostate fait-maison della Signora Luciana.

Stupirsi di quanto qualche giorno in montagna possa apportare benefici maggiori di un anno di psicoanalisi, o della fame atavica che ti prende dopo essere arrivata al Rifugio Arbolle dopo essere passata dal Lago di Chamolé senza prendere la funivia.

Pila - Val d'Aosta

Pila – Val d’Aosta

Ritornare a Milano per la prima volta controvoglia perché sulla strada di casa ti rendi conto che a quella fatidica domanda “Mare o montagna?” hai sempre mentito a te stessa.

Signore e signori, no, non sono un fichissimo tipo da mare, IO SONO UNA RAGAZZA DI MONTAGNA.

Mio padre sarebbe molto fiero della sua bambina.