Torino: Sei Così Bella, Perché Non Balli?

Daniela Delli

La scorsa settimana sono stata a Torino, un po’ per dovere e un po’ per piacere.

Ci ero già stata circa 3 anni fa, ma per un pomeriggio fugace. Di quella visita mordi e fuggi mi erano rimasti impressi i larghi viali sul fiume Po’ e le piazze infinite.

L’impressione che mi ero fatta era quella di una Parigi un po’ decadente, una città ricca di storia, non particolarmente pulita ma comunque dall’impronta Nord-Europea.

Largo 4 Marzo - Torino

Largo 4 Marzo – Torino

Mi era piaciuta assai e ritornarci per me è stato un vero e proprio evento. Da allora non era passata settimana che non la menavo al mio beneamato per ritornarci insieme, soprattutto perché lui a Torino ci ha vissuto per circa 10 anni.

Vi svelo un segreto per conoscere davvero una città non vostra: “passeggiatela” con qualcuno del luogo, o comunque con qualcuno che l’abbia vissuta per almeno un paio d’anni.

Io l’ho fatto, e così, guidata del mio dolce Cicerone e foraggiata da consigli enogastronomici di amici Torinesi doc, posso dirmi soddisfatta della mia mini-vacanza all’ombra dei Savoia.

Dato che sono una persona pragmatica e voglio che anche voi possiate trarre il meglio da un vostro eventuale weekend torinese vi giro gli indirizzi di piole, trattorie, bar, hotel che ho testato con mano e che mi sento di consigliarvi al 100%.

Una considerazione però permettetemela.

Ma com’è che Torino, bella al pari di una città d’arte, sia così poco conosciuta? Da Italiani e stranieri senza differenze. Io sono rimasta molto delusa da questo lato torinese. Tenersi tutta questa bellezza solo per sé è un peccato mortale, nonché un’occasione persa.

Ho visto pochissimi turisti in giro, mentre Torino potrebbe vivere serenamente solo di questo. E invece i giovani torinesi sono costretti a ripiegare sulla solita Milano per un’occasione di lavoro che sia più allettante del classico lavoro in banca.

Torino è bella, bellissima. Probabilmente più di Milano, ma alla fine sono giunta alla conclusione che pure io scapperei da lì.

Torino sei bella. Ma non balli.


DOVE DORMIRE

Hotel Dogana Vecchia. Nel cosiddetto quadrilatero romano, è l’Hotel più antico della città.
Dallo stile barocco (che verte tranquillamente sul kitsch), lo consiglio per la posizione centralissima in zona semi-pedonale e per l’atmosfera retrò.

Se andate su booking.com poi è facile trovare super-offerte per tutte le tasche.


DOVE MANGIARE

Io ho provato due posti, tra l’altro uno accanto all’altro, in una piazzetta molto bohemiénne, Largo 4 Marzo.

Il primo è Cianci, una piola, ovvero una trattoria homemade tipica del torinese, di cui mi sono innamorata non solo per l’arredamento (quel vintage-finto-povero che mi conquista sempre) ma soprattutto per la cucina.

Menù minimal, abbiamo provato i tajarin al ragù, gli gnocchetti salsiccia e broccoli e il vitello tonnato. Primi a 5 Euro, secondi a 6 euro e antipasti a 4 euro. Sarà un caso che ho fatto il bis dei tajarin?

#DanielasTips: dato che non accetta prenotazioni e i tempi di attesa sono lunghi, prenotate il vostro posto direttamente on site alle 12.15 a pranzo o alle 6.15 a cena e attendete l’apertura “ufficiale”. Ne varrà la pena.

L’altro posticino è la Trattoria Spirito Santo. Il classico ristorante a conduzione famigliare con la tovaglia bianca e il pane fatto in casa.

Qui abbiamo provato un’altra specialità del luogo, gli agnolotti con crema al Castelmagno, e i tortelli ai porcini. Sublimi.

Naturalmente in entrambe le occassioni Barbera sfuso come se non ci fosse un domani.


DOVE FARE UNA PAUSA

Dipende dal momento della giornata. Se si tratta di una pausa caffè io vi consiglio i bar storici in centro. Bellissimi in modo assurdo. Qui ci troverete la quintessenza dell’eleganza sfacciata dei Savoia.

Su tutti il Caffé Fiorio, più schiscio e posticino del cuore nientepopòdimeno che di Camillo Benso di Cavour. Per un pizzico di Glamour di fine Ottocento andate da Baratti&Milano. Very very posh.

Per una pausa spezza-fame allora fatevi un tramezzino al volo da Mulassano.

Narra la leggenda che fu proprio in questo elegante locale che nacque il mitico tramezzino, così chiamato da Gabriele D’Annunzio per la loro forma rettangolare che gli ricordava quella di una tramezza (parete, per chi non è geometra/architetto/ingegnere come me. Grazie amore per la spiegazione).

Per una merenda pomeridiana andate sul sicuro con Convitto.

A Torino esistono le “torterie” regà. Solo la parola suona di un soave che “petaloso” te devi levà.

E comunque da Convitto le torte le sanno fare davvero. In questo localino poco fuori dal centro storico, in una zona frequentata da gggiovani, potete addirittura ordinare degli assaggini, così non ti senti nemmeno in colpa.

Noi abbiamo optato per il classico tris, a base di torta ricotta e cioccolato, cheesecake alla fragola e tarte-tatin. Il tutto annaffiato da té verde alla menta (hanno una lista di té da fare invidia a cinesi e inglesi) e Barolo chinato. A voja.


DOVE PASSEGGIARE

In realtà Torino è tutta da passeggiare. Il centro è meraviglioso e pieno di piazze belle da mozzare il fiato. Qui i le bombe tedesche non sono arrivate, fortunatamente, lasciando intatti edifici e monumenti di una fascino pazzesco.

In più Torino ha un polmone verde da fare invidia al nostro Parco Sempione. E’ il Parco del Valentino, si estende fino ai confini della città e nasconde una chicca che se non la vedevo non ci credevo. Un piccolo villaggio medievale con botteghe e ristoranti dove avrebbero potuto tranquillamente girare il “Signore degli Anelli”. Hai capito Torino?

E se a Milano abbiamo la Darsena, a Torino hanno i Murazzi. A pelo sul fiume, qui passeggiare e farsi baciare dal Sole è godimento puro. Perché il Sole bacia i belli. E Torino lo è, eccome se lo è!