Social Eating: Indovina Chi Viene a Cena?

Daniela Delli

Metti una sera a cena, in una casa di design, attorno ad una tavola imbandita ci sono commensali che non si sono mai visti prima e che conversano allegramente tra un boccone e un bicchiere di buon vino: ecco che si ha un bel momento di “Social Eating”.

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Un mix di curiosità, moda e gola che sta cominciando a prendere piede in Italia, dove il rito del pranzo con la famiglia e gli amici sembrava intoccabile.

Infatti mangiare tutti insieme a tavola è sempre stato il più bel momento di condivisione, in Italia e non solo: i familiari si raccontano la propria giornata in ufficio o a scuola, gli amici si aggiornano sugli ultimi gossip e, perché no, si fanno anche grandi annunci.

Consideriamo per esempio i pranzi di nozze o le grandi tavole imbandite delle feste spesso raccontate nella letteratura e al cinema, regalandoci favolosi immagini di famiglie intorno ad un ricco pasto.


COME E DOVE NASCE IL “SOCIAL EATING”

Ma nel 2015 quello che veniva fino a poco tempo fa considerata una questione privata, non lo è più.

Oggi tutto diventa estremamente social, anche l’intoccabile tradizione dell’italico pasto in famiglia.

Forse è curioso che persone che non si sono mai viste decidano di condividere del cibo in una casa in cui non si è mai messo piede.

Rischioso, penserete. Eppure questo rischio evidentemente vale la candela, soprattutto in una società in costante evoluzione e in cui è spesso difficile trovare opportunità di incontro, fare nuove conoscenze e di condivisione in generale.

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Quindi, anche in Italia, dove il cibo è una religione e una moda inarrestabile, il Social Eating è diventata una realtà assai apprezzata.

I primi cenni del Social Eating si sono manifestati una manciata di anni fa in Gran Bretagna, con le prime esperienze del “ristorante segreto”. Un gruppo di amici organizzavano a casa una cena/evento, aprendo le proprie porte a sconosciuti invitati a partecipare. Da lì si è diffuso in tutto il mondo, soprattutto nei paesi di lingua inglese, grazie al lavoro dei social network a cui si deve gran parte del successo.


SOCIAL EATING MADE IN ITALY: GNAMMO & CO.

Nel nostro Paese, il Social Eating è diventato un vero e proprio business. Alcuni giovani imprenditori hanno colto l’attimo e dato origine a diverse start-up e siti web per promuovere il fenomeno e mettere in relazione in maniera più fluida i tanti appassionati di cucina con i loro potenziali commensali, alla ricerca di buon cibo e nuove conoscenze.

Il più popolare tra questi è Gnammo: sul sito (che ha anche una versione mobile app) chiunque può diventare gnammer, offrendo o cercando cene, corsi di cucina, serate a tema gourmet.Schermata 2015-03-16 alle 12.36.24

Per gli stranieri che arrivano in Italia, per lavoro o piacere, c’è il Social Eat With, dal respiro più internazionale. L’host offre un menù prestabilito tutto italiano, la conoscenza della lingua inglese e un ambiente cosy accompagnando così il proprio guest in una vera e propria esperienza culinaria made in Italy.

Quello che era iniziato come una moda si è così trasformato in un business fiorente, ma soprattutto un occasione di risparmio (una cena sociale ha costi ben inferiori a quelli di un ristorante), o in un modo per conoscere nuove persone, magari in una nuova città o in vacanza all’estero.