Shiro E Quante Fregature Si Possono Prendere in Italia

Daniela Delli

Premessa: anche se questo post è dedicato a Shiro, il mio cucciolo di Akita Inu, non vuole essere un’ode alla pucciosità o un’istanza, a voi che leggete, di prendervi un cane.

In realtà è un post che meditavo da tanto tempo, ovvero da quando è iniziato il mio percorso per adottare un cucciolo di cane, circa 4 mesi fa.
Un percorso che mi immaginavo meno complesso e tortuoso ma che alla fine si è rivelato faticosissimo, ma per fortuna culminato con un lieto fine.

Shiro

Da quando sono nata la mia famiglia è stata un tutt’uno con i cani, di qualsiasi razza.

Durante la mia infanzia nella campagna abruzzese a vegliare su di noi c’erano un meraviglioso pastore maremmano e un piccolo meticcio.
Quando ci siamo trasferiti a Bergamo, terra d’origine di mio padre, abbiamo continuato la tradizione adottando una serie di cani, per lo più trovatelli: Lila, Lilina, Tubi..
Nella mischia si era unito anche un bellissimo gatto, nero come la notte, Simba.

Tutti cagnolini che mi porterò sempre nel cuore, anche se un posto speciale lo riserverò sempre a Briciola, una vera e propria compagna di vita per 19 anni e che da ormai 5 non c’è più.

Briciola

Tutti cani raccolti e salvati dalla strada, dicevo.

La mia esperienza sull’adottare un cane in qualsiasi altra maniera, all’inizio di questo percorso, era dunque pari a zero.

Abbiamo deciso di prendere un cucciolo di Akita per via del loro carattere affettuoso e fedele.

L’idea era di trovare un terzo membro della famiglia più che di prendere un animale da compagnia.

AhitDG89U5Kx6SMQMor3C3qu6liQWZlOf2lDm0ZqyyNh

Dovete sapere che l’Akita, più di qualsiasi altra razza, stabilisce con il proprio padrone un rapporto di fedeltà quasi commovente.
La conoscete la storia di Hachiko?

Hachiko era un Akita innamorato pazzo del suo padrone.

Ogni mattina lo accompagnava alla stazione dei treni di Shibuya e la sera, puntuale come un orologio lo aspettava rientrare. Quando il padrone morì all’improvviso, Hachi continuò ad aspettarlo all’entrata della stazione per anni invano, fino alla sua stessa morte.

In onore del suo spirito di fedeltà la città fece costruire una statua del fedele Akita proprio di fronte alla stazione.

Lo sapevate che questa è una razza poco diffusa in Italia?

Eppure su siti specializzati in vendita di animali tipo Cucciolandia, ma anche in siti più generalisti come Subito.it si trovano quotidianamente annunci per la vendita di cuccioli di Akita.

Shiro

Perlopiù annunci di privati o di negozi di animali che garantiscono la consegna di un cucciolo in salute, con tanto di pedigree, vaccinazione e sverminazione. Ecco, il 99% delle volte sono tutte fregature.

Innanzitutto sfatiamo il mito del pedigree.

Quando un cucciolo nasce, infatti, non è possibile avere pronto il pedigree. Per ottenerlo, infatti, bisogna prima seguire un iter burocratico che può durare anche mesi.

Per avere la garanzia del pedigree dovete farvi consegnare una copia del pedigree di entrambi i genitori.

Shiro a un mese

Shiro a un mese

Anche perchè lo sapevate che in Italia è vietato per legge vendere cani privi di pedigree?

E sareste ancora più stupiti del fatto che nella maggior parte dei negozi di animali del pedigree del cucciolo non vi è neanche l’ombra!

Sono tutte cose che ho scoperto solo in questi mesi di assidua ricerca, e che ho appreso man mano incappavo in situazioni poco trasparenti.

E una volta il pedigree della mamma si era perso, e l’altra ancora mi avrebbero consegnato il cucciolo direttamente a casa.

Yoshiro-300-2_Fotor

Altro topic su cui vi vorrei illuminare: i cuccioli dei negozi.

Siamo venuti a conoscenza del fatto che molti di loro importano cuccioli da Paesi dell’est, pagandoli 100 volte di meno.
Le condizioni in cui i cuccioli vengono trasportati fino in Italia sono terrificanti.
Stipati in gabbie minuscole, senza acqua né cibo, spesso anche a poco più di un mese dalla nascita.

Vi ricordo che la legge italiana ha stabilito che i cuccioli possono essere dati in adozione solo a compimento dei 60gg, tempo in cui devono stare obbligatoriamente con mamma e fratellini.

Il risultato di questa tratta crudele è che quasi la metà raggiunge il confine italiano privo di vita. Una vera e propria strage silenziosa.

Alla fine abbiamo scartato privati e negozi e siamo andati direttamente in allevamento.
Abbiamo visitato un allevamento amatoriale prima, e poi uno professionale.
Proprio in quest’ultimo abbiamo trovato Shiro, nato da una coppia di Akita tigrati importati dal Giappone.
In questa struttura abbiamo trovato innanzitutto amore e passione per la razza, oltre che una tutela e un servizio al cliente impeccabili.

Shiro

Siamo tornati ogni settimana a trovarlo, come consigliato dall’allevatore, per iniziare un primo imprinting col cucciolo. Dopo un mese di impaziente attesa la scorsa settimana l’abbiamo portato a casa, a Milano.

Tutto questo per dirvi che se volete adottare un cucciolo, il mio consiglio è quello di andare subito in allevamento.

Si spende di più ma si ha la garanzia di avere un cucciolo in salute, e che verrà seguito nel corso di tutta la sua crescita dall’allevamento, anche una volta portato a casa.

Se non vi interessa avere per forza un cucciolo di cane o non volete una razza specifica, ma semplicemente desiderate un cane da amare allora il canile è la soluzione migliore.

Ci sono tantissimi cani in attesa di una famiglia!