New Milan: la Milanese di Seconda Generazione

Daniela Delli

Oggi sul Corriere della Sera è apparso un articolo che sui Social è diventato subito virale, soprattutto a Milano e dintorni.

L’articolo in questione si intitola Come sembrare milanese senza esserlo, in cui la giornalista Maria Teresa Veneziani stila un elenco delle caratteristiche tipo della sciura milanese DOP.

Dai capelli sempre fonati, ai mocassini indossati con nonchalance, dalla silhouette tipicamente “acciughina”, ai weekend a Santa (Margherita).

A me l’articolo ha molto divertito, e devo dire che l’autrice ha ben colto i segni distintivi della donna milanese che abita in centro, frequenta i vernissage a Brera, e non rinuncia alla piega neanche d’estate.

L’immagine femminile che mi è subito venuta in mente è quella di Lina Sotis, oppure, tra le generazioni più giovani, Beatrice Borromeo.

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Eppure di donne così a Milano ne sono rimaste ben poche.

Anche perché, diciamocelo, ormai Milano è stata invasa da quelle che io chiamo le “milanesi di seconda generazione”, ovvero ragazze ormai donne approdate all’ombra della Madonnina alla ricerca di un futuro migliore, e naturalmente in questa cerchia mi ci metto dentro pure io.

Ho così pensato di stilare una lista di cose che accomunano le “new Milan” (vedi alla voce new money e parvenu”).


Milano

Eh si, perché a differenza delle vere milanesi, le new Milan non danno per scontato questa città, che hanno sempre considerato sin da piccole la New York de noantri.

Solitamente al loro arrivo nella capitale lombarda la prima reazione è quella di odiarla fortemente, per poi innamorarsene giorno dopo giorno, anno dopo anno per non lasciarla più.


Curve pericolose

Originarie per la maggior parte del Sud, le new Milan hanno un corpo sinuoso e morbido. A differenza delle milanesi magnano e soprattutto cucinano, conquistando così l’affamato homo lombardus.


Stivali

Ai mocassini e alle ballerine, che considerano decisamente anti-c***o, le new Milan sfoggiano da Settembre a Maggio stivali e stivaletti, con o senza tacco, scamosciati o in eco-pelle.


Vuitton tarocca

La new Milan, diciamocelo senza tanti giri di parole, non ha il papi avvocato o il marito chirurgo che gli compra la Michael Kors in Montenapo.

Spesso è impiegata a progetto in un’agenzia di comunicazione dove fa la fame e a fatica riesce a mantenersi il monolocale da 25mq in semi-centro. Da qui necessità virtù (ergo borsa griffata ma rigorosamente made in china).


Il ciondolo di Accessorize

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Il monile più prezioso della new Milan è la catenina d’oro della prima comunione.

Per lei il massimo del lusso è un braccialetto di Swarovsky. Il più delle volte si accontenta di qualche brillocco super-fake da Zara o Accessorize, la cui vita/usability è più breve di quella di un paio di scarpe di H&M.


La piastra Bellissima

Accessorio must-have nel cassetto del bagno di ogni new Milan che si rispetti. Un’estensione naturale del nostro braccio nonché valida alternativa ai vari Coppola e Jean-Louis David succhia-euro.


Il Weekend a Nola, provincia di Napoli

Perché Milano è bella, ma la mamma ancora di più. E non c’è santo che tenga, la new Milan, almeno una volta al mese deve “tornare giù”, ad abboffarsi di friselle e fare scorta di olio buono.