Natale e Altri Disastri: Regali Da Evitare (Almeno Con Me)

Daniela Delli

Quest’anno, dopo anni e anni di completo distacco mentale, sento il Natale come non mai.

E’ vero, non ho ancora addobbato la casa e dell’albero di Natale non c’è traccia, ma su Spotify vanno in loop le canzoni natalizie cantate da Frank Sinatra e questo lunedì la mia amica Emanuela mi ha portato una stella di Natale gigante che troneggia sul banco della cucina (a proposito, ma anche le stelle di Natale necessitano di essere annaffiate?).

Ad ogni modo, nonostante la mia poca inclinazione a invadere la mia dimora di festoni e lucine, vi giuro che questo 2015 il Natale ce l’ho dentro.

Per dirvi, questa mattina mi sono svegliata e la prima cosa a cui ho pensato è stato “M*$%a! Ho solo una settimana per fare i regali di Natale!”.

Mi sono stupita di me stessa.

Moi, che dal 2006 non faccio che ripetere a madre, amici, sorella e fidanzato (quando c’è) che “A Natale non farmi niente che tanto io non ti faccio niente”.

Ecco, da oggi mi è partita la febbre dei regali di Natale. E devo dire che quest’anno mi sento anche piuttosto generosa.

Il problema è che non so proprio da dove partire.

Ho provato a curiosare su Internet o tra i miei Blog preferiti ma quasi tutti consigliano regali che uniscono l’inutilità assoluta a prezzi cari come il fuoco.

Qui di seguito la Top 3 dei regali che non (mi) dovrete mai fare a Natale.


IL libro di ricette

Ma cosa cavolo potrà mai servire un libro di ricette che tanto verrà usato solo per fare la foto da postare su Instagram?

Perchè diciamocelo, questi cookbook o sono scritti da chef stellati che ti propinano piatti ricercatissimi che per comprare ogni ingrediente ti devi come minimo accendere una seconda ipoteca sulla casa, oppure da Food Blogger mainstream che ai fornelli sono peggio di Benedetta Parodi (che peraltro adoro).

Oramai se vuoi fare esperimenti in cucina vai su giallozafferano e ciao! Lì è pieno di casalinghe che sfornano ricette facili da fare anche per i più impediti Bimbi-muniti.


L’Oggetto casalingo di design

O ancora, ma perché tra le wish-list trovo mug/piatti/sottopiatti/tovaglie di design, meglio se di marca? Io li trovo orribili. Brutti. Urendi.

Un paio di Natali fa un mio caro amico innamorato del design (ma che poi cosa mai vorrà dire?) mi ha regalato la biscottiera dell’Alessi. Avete presente quella a forma di biscotto Saiwa? Sì, esatto.. quella! Arancione fosforescente. Gli ho tolto il saluto per due giorni.

Chiamatemi romantica ma io preferisco di gran lunga il servizio della nonna.

Quello con le ondine bordate d’oro, decorato con fiorellini di campo e spighe di grano.

Roba da fare impallidire la Regina Elisabetta.

Abbasso il plexiglass e i colori verde acido/giallo lime/rosa fluo, evviva la poterié e la sobrietà di Marie Antoinette.


il PROFUMo

And last but not least, e questo è un avvertimento per voi maschietti, smettetela di regalare profumi o creme corpo alle vostre donne.

Stop, dimentica.

Potrai anche dimostrarle tutto il tuo amore spendendo 70 Euro per l’ultimo profumo di Dior, ma questo non ti garantisce che la dolce pulzella gradisca l’acquisto.

Tutti i profumi che mi hanno regalato nella vita mi hanno sempre delusa.

E’ un regalo troppo personale, intimo.

E’ come se a voi uomini regalassimo l’abbonamento base di Sky senza le partite di calcio.

Sì, ok, bella idea ma alla fine continuerà a guardare solo Walker Texas Rangers su Rete 4 e L’Eredità su Rai 1.

Io per fortuna non ho né una TV in casa né un fidanzato che segue il calcio.