Mangiare Bene, Bere Bene, Amare Bene. A Milano.

Daniela Delli

Mi sono trasferita a Milano nel lontano 2009. Arrivavo da alcuni anni passati prima a Londra e poi a Parigi.

Quando mia madre è venuta a trovarmi nella mia prima casetta milanese siamo andate al supermercato sotto casa per fare la spesa.
Ad ogni passo e corsia, dal reparto frutta al bancone della carne, il viso di mia mamma si faceva sempre più contrito. Era tutto un bofonchiare di “mamma mia quanto costano queste zucchine” e “ma questo prosciutto l’hanno ricoperto d’oro per essere così caro”?.
Io onestamente non capivo di cosa stesse parlando.

Mia mamma, che vive a Bergamo, era genuinamente sorpresa dallo scontrino finale battuto dalla cassiera.

Un conto definito da lei salatissimo.

Sarà che a Londra e a Parigi acquistare del cibo di buona qualità significava anche dissanguare il proprio conto in banca, io onestamente il primo giorno di spesa milanese giubilavo manco avessi trovato il Santo Graal.

Devo anche dire che a quei tempi non era nata in me quella passione foodie che mi pervade l’anima ormai da un paio d’anni a questa parte.

Sei anni fa non avevo mai sentito parlare della pasta di Gragnano, e pensavo che il fleur de sel fosse il nome dell’ultimo profumo di Dior.

E se, nei miei anni di beata ignoranza, mi nutrivo di pizza (d’asporto) e di Coca Zero, oggi la pizza la mangio rigorosamente fatta in casa e alle bibite gasate preferisco nutrientissimi succhi estratti a freddo, anch’essi rigorosamente homemade (per saperne di più clicca qui).

Sono convinta del fatto che il mio approccio gourmand non sia stato alimentato esclusivamente da un fidanzato pugliese che cucina meglio di Cracco, ma che un pò di credito vada dato anche alla città che mi accoglie da qualche anno a questa parte.

A Milano ho scoperto per esempio la bellezza di fare la spesa al mercato.

E non uno solo. Decine e decine ogni settimana. Ormai sono una habituée al mercato di Piazza San Marco, in Brera, il lunedì e il giovedì. Qui acquisto il pesce e specialità locali, come il miele biologico o i formaggi pugliesi.

Nel weekend invece amo rifornirmi al mercato di Porta Nuova per frutta e verdura e per la carne.

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Un consiglio: quando girate per i mercati non fermatevi al primo banchetto. Comparate i prezzi e chiedete di assaggiare il cibo, laddove è possibile. Gli standisti sono abili affabulatori, tenete sempre alta la guardia se non volete ritrovarvi senza un euro nel portafogli.

Potete consultare la mappa dei mercati meneghini qui.

Un altro posto dove vado sempre volentieri è l’Enoteca Cotti, in Via Solferino.

Ogni volta che ci entro perdo la cognizione del tempo. Il vino l’ho sempre bevuto, ma se qualche anno fa consideravo il Lambrusco un nettare pregiato (senza naturalmente nulla togliere a questo vino meraviglioso e che tutt’ora amo!), solo da qualche tempo ho iniziato ad apprezzarlo veramente.

E a distinguere i vini piemontesi da quelli veneti per esempio. Se prima spendere 10 Euro per una bottiglia mi pareva uno spreco, oggi sono ben contenta di spendere 5 volte tanto per un Barolo d’annata. Poi magari mangio solo patate per una settimana, ma tant’è.

Mangiare bene, bere bene, amare bene.

Questo vi consiglio di fare. Da quando lo faccio la mia vità si è rivoluzionata. In meglio, ça va sans dire.