Una Giornata a EXPO per Celebrare il Rwanda

Daniela Delli

Alla fine ce l’ho fatta ad andare a EXPO.

Non pensavo di riuscire a mettere piede all’Esposizione Universale così presto, se devo essere sincera.
Tra impegni di lavoro e personali avevo preventivato di staccare il biglietto non prima di Agosto, anche nella speranza di non imbattermi in orde di milanesi accampati nei vari padiglioni.

Invece il destino mi ha voluta sorprendere ancora una volta e così da ieri anche io posso vantarmi con amici e parenti di fuori Milano e buttare lì, tra un discorso nonchalante ed un altro “Ah sì, sono stata a EXPO l’altro giorno”.

Da dove inizio? Direi dal Perché, innanzitutto.
Ho rimandato tutti i miei impegni per una giornata intera non certo per andare a provare le decantatissime patatine fritte del Padiglione del Belgio.

Ieri EXPO ha dedicato una giornata intera al Rwanda, e dato che mia mamma nel paese delle mille colline ci è nata, mi è sembrata un’ottima occasione per fare un viaggio, seppur virtuale, alla ricerca delle mie radici.

Radici in cui affondo, lo ammetto a testa bassa, troppo poco spesso. Vuoi un pò perché in Italia di rwandesi ce ne sono veramente pochi, vuoi un pò per pigrizia, ma la mia conoscenza del paese natìo della mia adorata mamma si riduce veramente alle basi: gorilla, genocidio, brochettes (deliziosissimi spiedini di carne), lago Kiwu.

Ma il Rwanda è molto più di questo e ieri l’ho scoperto con i miei stessi occhi.
Donne bellissime e dal portamento regale, danze eleganti e coinvolgenti, sorrisi di perla e occhi profondissimi.

E poi lo sapevate che il Rwanda è il terzo paese con il maggiore tasso di crescita di tutto il continente africano?

Parola di Letizia Moratti, intervenuta ieri insieme ad altre alte cariche del Governo italiano e rwandese per celebrare la grandezza di questo paese sì piccolino (il Rwanda è poco più grande della Lombardia) eppure con un cuore forte e inarrestabile.

Su ciò che penso della Moratti vorrei non fare commenti in questa sede, stramegaLOL.
E’ stato comunque molto appagante assistere alla celebrazione di un Paese che fino a qualche tempo fa era solo conosciuto per gli orrori di una guerra civile senza fine.

Sono stata talmente rapita da tutto questo entusiasmo e calore che alla fine non ho nemmeno avuto modo di girarmi per bene l’EXPO.

Troppe facce nuove con cui condividere pensieri e risate, spettacoli tradizionali che ti rapivano il cuore, la degustazione dei prodotti locali, su tutti il buonissimo caffè rwandese (napoletani state molto attenti!).

Vivere e condividere quest’esperienza con mia madre e mia sorella Marilena poi, ha reso questa giornata ancora più speciale.

Un susseguirsi di emozioni e colori e musiche e parole che mi hanno lasciata senza fiato.
Una partecipazione appassionata di rwandesi, italiani, afroitaliani, culminata in una festa durata per ore e ore.

E chi l’avrebbe mai detto che avrei passato uno dei giorni più belli della mia vita proprio all’ombra di un Padiglione made in EXPO?