Evoluzione di una Foodie: Puglia Mon Amour

Daniela Delli

Sapete, ogni tanto mi ritrovo a sorridere tra me e me quando amici, parenti, contatti virtuali, e così via si rivolgono a me per chiedermi ricette o posticini carini qui a Milano dove godersi un buon brunch o un aperitivo di qualità.

Rido perché fino a poco più di tre anni fa ero, in campo culinario, l’esatta antitesi di ciò che sono adesso: non cucinavo, mi nutrivo di pizze d’asporto e bevevo vino di scarsa qualità.

Le uniche escursione gastronomiche di un certo rilievo le registravo quando tornavo a casa dei miei dove venivo lautamente nutrita di polenta taragna, salumi bergamaschi DOP, sformati di verdura da leccarsi i baffi.

Purtroppo però queste occasioni capitavano solo un paio di volte all’anno e così la mia routine gourmand ricominciava tristemente a suon di junk food e Tavernello.

Poi, all’improvviso e senza che me ne accorgessi, l’incontro con lui e la sua Puglia.

Ci credereste che io della Puglia conoscevo soltanto Albano, di Al Bano e Romina? Nulla di più.

Poi sono stata introdotta ai suoi mille sapori, così avvolgenti e gentili. Profondamente lontani dai sapori diretti e prepotenti del mio background Lumbàrd.

Ho scoperto innanzitutto che l’olio d’oliva non è solo un condimento, ma un alimento vero e proprio. L’olio buono non accompagna un piatto, lo completa. Ne diventa ingrediente integrante, dandogli un carattere ben definito. Come per esempio nelle zuppe di legumi e nelle vellutate di verdure. Io che ho sempre pensato che piatti di questo tipo fossero solo appannaggio della Knorr.

Se ai bambini milanesi le mamme in carriera li rimpinzano di merendine al cioccolato e polifosfati, in Puglia la merenda tipica di un ragazzino di 5° elementare è pane, pomodoro e olio d’oliva.

Pane, Pomodoro, Ricotta DOP e Olio buono made in Puglia!

La Puglia poi, mi ha aperto un portone su un mondo fino a qualche anno fa per me quasi del tutto sconosciuto: il mondo libidinoso delle mozzarelle, delle burrate, delle ricotte. Quelle vere però.

Cresciuta a suon di salatissime e gommosissime mozzarelle del supermercato, alla soglia dei trent’anni ho assaggiato forse una delle cose più goduriose che le mie papille gustative avessero mai avuto il piacere di sfiorare: la stracciatella, panacea di tutti i mali.

Aperitivo Pugliese 🙂

E vogliamo parlare delle orecchiette homemade al grano arso? Un sapore forte e ricco, proprio come questa Regione.

Io, che me le vedo “salire” qui a Milano quasi ogni mese, le cucino con un semplice sugo al pomodoro oppure, se proprio mi voglio coccolare, le abbino a cime di rapa, salsiccia fresca (ovviamente made in Puglia), e curcuma. Ne prendo una forchettata e mi commuovo.

Orecchiette di Grano Arso con Salsiccia e Cime di rapa

Orecchiette di Grano Arso con Salsiccia e Cime di rapa

Incontrare la Puglia mi ha fatto scoprire sapori che prima avevo sempre dato per scontato.

Abituata al cibo di plastica dei super-market, mi sono ritrovata a piangere di gioia quando il mio amato food pusher mi ha messo sotto il naso una ciotola di patate del bosco appena salite dalla campagna Garganica, cotte al vapore e condite con un filo di olio d’oliva e un pizzico di sale. E così era questo il sapore delle patate? Morbide, pastose, golosissime nella loro disarmante semplicità.

Devo così tanto alla Puglia, alla sua generosità, alla sua bellezza fremente, alla sua gentilezza d’animo che mi piace considerarmi un po’ pugliese pure io.

Grazie alla Puglia ho ritrovato la mia dimensione, nella vita e nel lavoro.

Un amore sconfinato il mio, che cerco di onorare tutti i giorni a partire da ciò che metto (o mi mettono) nel piatto.
Con la benedizione della mia dolce suocera barese.