EXPO 2015 a Milano: I Have a Dream

Daniela Delli

Lo so, è una nenia irrefrenabile la mia, ma dopotutto come biasimarmi? Anche oggi ho voglia di parlarvi di EXPO.

Non tanto perchè è un mio chiodo fisso, ma sono piuttosto gli altri, siete persino voi, a spingermi e chiedermi di parlarne.

Sui principali social ormai gli hashtag #expo, #expo2015 e derivati sono nei trend topics da mesi.

E non crediate che a parlare incessantemente dell’Esposizione Universale siamo solo noi milanesi. Eh no.

Certo al bar, negli uffici, a scuola qui nella capitale meneghina l’EXPO è sulla bocca di tutti.

Il leit-motiv di queste conversazioni tra milanesi di ogni generazione è “CE LA FARANNO I NOSTRI EROI”?

E la città si divide in EXPOTTIMISTI ed EXPO-detrattori.

Io faccio sicuramente parte della prima categoria, nonostante le magagne, le tangenti, i ritardi. Perché I HAVE A DREAM!

Sogno una Milano piena di turisti e visitatori, italiani e stranieri, piacevolmente stupiti dalla bellezza e pulizia della nostra città.

Sogno una Milano dove milanesi e napoletani (e rumeni, e inglesi, e filippini) passeggino mano nella mano tra i mille padiglioni di EXPO beandosi dell’efficiente servizio ricevuto, della maestosità delle installazioni, della creatività e impegno che si respira ad ogni passo in quel di Rho-Fiera.

Sogno una Milano dove ristoratori e albergatori facciano sentire a casa i propri ospiti, senza sovrapprezzi o inganni da italietta piccola e becera.

Sogno una Milano che si riscopra più forte e più sprezzante della crisi, che si rialzi come solo lei sa fare, con dignità e duro lavoro, e si riprenda lo scettro di Capitale morale d’Italia.

Domani a Milano si inaugurerà la ritrovata Darsena, a ridosso dei Navigli.

E’ un avvenimento ad alto tasso simbolico per noi Milanesi. E’ l’emblema della rinascita della nostra città.

Un luogo così caro per milanesi e non che per 10 anni è stato letteralmente abbandonato, una vera e propria discarica a cielo aperto nel cuore di Milano, in uno dei quartieri più amati e visitati nella città.

Un vero e proprio buco nell’acqua che, finalmente, dopo diversi anni è stato nuovamente riempito (di acqua) e che rappresenta la vera svolta, il turn of the screw di una città pronta a sgobbare e ballare, spezzarsi la schiena e divertirsi senza sosta, per i prossimi sei mesi, che sono sicura, si prolungheranno per altri 6, e poi altri 12 e via fino all’infinito.

Rileggendo queste poche righe sorrido, perché mi sono accorta di essermi messa tra quei Milanesi di cui parlo.

Curioso, per me che non sono di Milano, ma che ci vivo da quasi 6 anni e dove mi sono trasferita con grande riluttanza (era un freddo e nevoso Novembre).

Ma questo è l’effetto che fa la città della Madunina, con o senza EXPO.