E’ Meglio Essere Felici o Avere un Posto Fisso?

Daniela Delli

La cultura lavorativa in Italia, si sa, è collocata in una dimensione particolare e unica (decidete voi se in senso buono o meno..).

Un head hunter italiano, alla vista di un curriculum dove sono elencati svariati posti di lavoro, alza automaticamente il sopracciglio. Il concetto di mobilità è stato sdoganato solo con l’avvento della precarietà e delle famigerate agenzie interinali.

Nel 2015 è più normale ambire al posto fisso piuttosto che coltivare i propri sogni.

Sarà forse per questo che milioni di persone vivono male nel proprio posto di lavoro?

La maggior parte della popolazione lavoratrice attiva sogna in segreto di mollare il proprio impiego per trovarne uno migliore.
Eppure molti di loro alla fine preferiscono rimanere a coltivare le proprie frustrazioni nel caro vecchio ufficio e inveire contro il proprio capo insieme ai colleghi-alleati davanti alla fedele macchinetta del caffè.

Secondo me è un atteggiamento fortemente contro-producente, i cui effetti negativi non solo si ripercuotono su noi stessi ma anche sulle persone che ci circondano.

Certo non vi sto dicendo di licenziarvi alla fine della lettura di questo post. Però se vi ritrovate in qualcuno dei punti che vi elenco qui sotto allora è giunto il tempo di fare una riflessione in tal proposito.

1 -La vostra carriera è arrivata a un punto morto

Non state più imparando nulla, ogni settimana fate sempre le stesse cose. Il vostro capo ha smesso di prospettarvi salti di carriera almeno 2 anni fa e da tempo immemore siete assegnati alle stesse mansioni. Si chiama alienazione.

2- Non stimate il vostro capo

Vuoi per la sua incompetenza, vuoi perché non supporta la vostra crescita lavorativa. Non avere rispetto per il proprio capo fino ad arrivare ad odiarlo è uno dei motivi che più frustrano i lavoratori italiani. Se arrivate al punto di avere paura di lui/lei, di sognarlo la notte, di prendervi una gastrite, allora è giunto il momento di cambiare aria.

3 – Siete sottopagati

Oppure non vi vengono pagate le ore di straordinario. O ancora, niente stipendio se vi assentate per malattia. Non arrivate nemmeno a 1000 euro al mese lavorando magari 10 ore al giorno, sabati e domeniche comprese. In poche parole venite sfruttati. Scappate a gambe levate e non guardatevi indietro.

4 – Non vi piace il vostro lavoro

Non c’è passione in quello che fate? La mattina vi svegliate sperando sempre che sia già Venerdì? A metà giornata vi disperate perché avete ancora più di 4 ore di lavoro davanti a voi? Beh, è arrivato il tempo di guardarsi intorno e mandare CV in posti più interessanti.

Naturalmente prima di presentare la propria lettera di dimissioni dovete calcolare tutta una serie di fattori che variano da persona a persona: ho un mutuo da pagare, una famiglia da mantenere, non sono più di primo pelo?

Sono elementi da analizzare a fondo, naturalmente, prima di prendere una decisione così importante.

Pensare criticamente non è mai facile, soprattutto quando c’è di mezzo la nostra persona.
Basta però non trattare tutti questi fattori come delle scuse per non agire e finire così nel girone degli ignavi.