Io, Un’Equilibrista a Venezia e Dr. Jekyll & Mr. Hyde

Daniela Delli

Era da un po’ che non scrivevo sul blog.
Scusate l’assenza ma il dovere ha chiamato, scalpitando mica male in queste ultime settimane.
Tant’è che ho atteso il ponte di Pasqua e Pasquetta come mai nella vita.

Il bisogno di staccare, scappare dalla frenesia di Milano, parcheggiare la macchina in garage e spegnere il cervello.

Il posto dove riesco a ritrovare la pace perduta come sapete è Venezia.


Una città che vive in una dimensione parallela, quasi irreale se non l’avessi toccata con mano più e più volte.

Qui mangio fritture e baccalà mantecato, mi rilasso con bicchieri di Prosecco, quello buono.

Mi perdo tra le viuzze di Cannaregio e San Polo, evitando con cura le vie principali, intasate da turisti e giargiana.

Mi imbambolo davanti al silenzio dell’acqua, dei canali e del mare..

E’ stato un periodo denso, sempre di corsa, fatto di levatacce mattutine e nottate passate su Lightroom a lavorare. In mezzo meeting, chiamate, shooting, home-working, amici, serate, progetti.

Spensierata, nonostante tutto.

Eppure totalmente stravolta: occhiaie che la metà bastano, pranzi alle quattro del pomeriggio, lavori last-minute a cui non poter dire di no, chilometri e chilometri macinati lungo l’autostrada del Sole.

E’ bello essere spettatrice attiva di una vita che fino a poco più di un anno fa nemmeno mi sarei sognata.

Rassegnata al posto fisso, al tempo che scorre sempre uguale, alle stesse cose da fare.. Una vita non mia e che in realtà non mi è mai appartenuta. Una vita facile, scritta nel destino di tutti.

Ci ho riflettuto molto nei pochi giorni trascorsi a Venezia.

Ero una di quelle persone che, se mi veniva bene una cosa e me lo facevano notare, ripetevo insistentemente “Se ce l’ho fatta io, ce la possono fare tutti”.

Bugia.

Per ottenere ciò che si vuole non basta la tecnica o la fortuna. Per fare ciò che si vuole fare, per essere ciò che si vuole essere bisogna darsi da fare. Buttarsi all’inizio, e poi non fermarsi mai. Nemmeno per un attimo.

Mi sento un po’ come un’equilibrista sospesa su una corda in questo momento della mia vita: se non voglio cadere devo continuare ad andare avanti.

Un’equilibrista temeraria, a volte incosciente, amante dell’adrenalina sicuramente.

Che programma poco ma fa per cento. Che non punta la sveglia ma che è sempre puntuale. Che ama rifugiarsi nella sua casa di mattoni ma che è sempre in giro.

In continuo equilibrio tra Dr.Jekyll e Mr. Hyde. E chi l’avrebbe mai detto che alla fine Mr. Hyde è il lato migliore di ognuno di noi?