Cucinare: tra Terapia e Voglia di Condivisione

Daniela Delli

Fin da piccola sono sempre stata affascinata dall’arte del cucinare.
Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia amante della buona cucina, con una madre e un padre che mi hanno sempre coinvolto ai fornelli: dal pelare le patate, al soffriggere un pò di cipolla, al condire un’insalata.

Da mio padre ho imparato i grandi classici della cucina italiana, dalla pasta ai risotti.

A mia madre ho rubato i segreti per i sapori più buoni: addolcire l’acidità del sugo di pomodoro con una carota tagliata grossolanamente, aggiungere un goccio di brandy all’impasto della crostata, sostituire la pesantezza del burro con la sapidità dell’olio d’oliva.

Orecchiette di Grano Arso con Salsiccia e Cime di rapa

Orecchiette di Grano Arso con Salsiccia e Cime di rapa

Da piccola mi divertivo a sperimentare ricette che oggi non riproverei mai. Ricordo ancora con una sensazione di onta mista a divertimento una torta di banane sfornata dopo 45 minuti in un formato semi-liquido.

La voglia di cucinare l’ho persa durante gli anni dell’Università.

Troppo impegnativi per incastrarsi in una vita fatta di sessioni di studio e serate passate a lavorare.

Poi, quando compi il grande salto, e vai a vivere da sola la prima cosa a cui pensi è che ricomincerai a coltivare quella passione mai sopita per teglie e impasti burrosi.

Eppure, quasi senza accorgertene, ti ritrovi al super a comprare i 4 salti in padella o a ordinare una margherita con birra omaggio alla pizzeria egiziana sottocasa.

Le giornate al lavoro diventano sempre più pesanti, tra meeting e conference call, e ti ritrovi a uscire dall’ufficio che sono quasi le 8 e l’ultima cosa a cui pensi è quella di metterti ai fornelli a cucinare un orata al forno con patate al cartoccio.

Caponata di Verdurine dell'Orto

Caponata di Verdurine dell’Orto

Serviranno si e no almeno un paio d’ore tra preparazione e cottura, se non vado errata, mentre tutto ciò che si desidera è solo affondare la propria faccia nel letto entro e non oltre le 21.30, tanto meglio se mangiata e docciata.

Ora che sono una libera professionista e lavoro prevalentemente da casa ho riscoperto quanta gioia riesca a darmi l’atto del cucinare.

Hanno proprio ragione gli studiosi della Newport Academy: cucinare è terapeutico.

Se ci pensiamo i momenti più catartici delle nostre vite sono in qualche modo legate al cibo.

La prima cena con la persona che si ama, cucinata a quattro mani. Ricordi tremendamenti romantici e piacevolmente indelebili. La voglia di sentirsi più belli, nutrendosi di cibo sano e genuino. In questo caso è come mettere in ordine la propria stanza. Disciplinarci attravero il cibo è il primo passo per sentirsi meglio e volerci bene.

Il cibo è condivisione.

Pasta al Pomodoro e Curcuma

Pasta al Pomodoro e Curcuma

Da cucinare e mangiare con le persone che più amiamo, da fotografare e postare su Instagram per cristallizzare un ricordo goloso.

Cucinare è un arte. Alla portata di tutti ma difficile da emulare.

La pratica è fondamentale. La ricerca del gusto altrettanto. Non ci si improvvisa chef, eppure ci si cimenta ben volentieri nonostante le evidenti lacune, ancor meglio se tra amici e con in mano un bel calice di vino.

Non per nulla quella del food è la comunicazione 2.0.

Dillo con un fiore, si diceva qualche anno fa. Oggi, nell’era di Expo – Nutrire il Pianeta, è molto meglio dirlo con del foie gras.