Cose Che Amo Dei Matrimoni: Mangiare

Daniela Delli

Da circa 6 mesi collaboro con una wedding agency molto cool che si occupa di organizzare matrimoni per stranieri nella nostra bellissima Italia.

Per loro mi occupo di scrivere contenuti e reportage, scegliendo non solo le giuste parole per fare breccia nel cuore dei futuri sposi, ma anche accompagnando questi scritti ad alto tasso di romanticismo con delle foto altrettanto sognanti.

Mi occupo inoltre di raccontare il giorno speciale di molte coppie, dal loro arrivo nel BelPaese, alla cerimonia sotto un arco di fiori di fronte alla calma maestosa del Lago di Como, passando per la preparazione certosina della sposa e il sontuoso banchetto a base di caviale e champagne..

Scrivo di makeup e acconciature per le spose, degli abiti più glamour e fashion del momento, di mete esotiche per la luna di miele, di menù sfarzosi e stellati e chi più ne ha più ne metta.

Scrivo di coppie inglesi, americane, giapponesi che vengono fin da noi per coronare un sogno d’amore a lungo desiderato.

Eppure ad ogni post che scrivo non posso fare a meno di pensare: Ma questi sono pazzi?

Non sono mai stata un tipo da matrimonio, da bambina non mi sono mai immaginata con l’abito bianco a percorrere la navata sottobraccio a mio padre.

Però ho assistito a tantissimi matrimoni e posso dire che la cosa che più mi elettrizzava di ognuno di essi era l’attesa di prendere posto al mio tavolo per trovarmi sottomano quei bei Menù chilometrici scritti con l’inchiostro dorato.

Mi sedevo a mezzogiorno e non mi schiodavo neanche per andare in bagno, per il timore di perdere il passaggio del cameriere col vassoio del bis di primi.

Ecco, ogni qual volta che vengo invitata ad un matrimonio la prima cosa che mi viene in mente è “Chissa cosa si mangerà” e l’aria sognante la riservo per l’isola dei dolci che mi sta aspettando.

E se incontro qualcuno che ci è appena stato, ad un matrimonio, non chiedo come farebbe una ragazza normale “Com’era l’abito della sposa?” bensì mi informo se è stato un matrimonio-matrimonio, ovvero di quelli che iniziano all’ora di pranzo e finiscono alle prime luci dell’alba mentre ancora stanno servendo il carré di maiale con contorno di patate novelle dello chef.

Quelli sono i miei preferiti, se non si era capito.

Signori, se mi dovete invitare al giorno più bello della vostra vita, evitate i matrimoni che iniziano alle 18 di sera.

Io voglio un matrimonio cafone, di quelli che nell’invito ci si raccomanda di venire con la citrosodina in borsa.

Ah, e mangio tutto, non ho allergie né seguo diete particolari.

E con la busta sono anche piuttosto generosa, perciò cari futuri sposi 2016, fatevi sotto, ma prima fatemi vedere il vostro menù!